Archive for Le Ricette di Vincenzo

Cous cous così, alle verdure

Cous Cous Così, alle verdure grigliate.

“Sentirsi a casa non significa essere a casa”, sono due cose diverse anche se sembrano uguali.  Mi sono sentito a casa a Venezia, a Pordenone, in Romagna, a Porto D’Ascoli, ma poi la mia casa è dove sono le mie radici: in Calabria. Una radice molto forte, ma ciò non significa che pur avendo radici così forti e profonde non debba mai spostarmi da questo luogo.

Il legame con il luogo di nascita non sparisce mai, ogni cosa ha una storia, ma spostarsi apre la mente verso nuovi orizzonti.

Un posto nuovo per noi significa creare da zero una storia nuova. Un ricordo nuovo che mai potrà essere messo a paragone o avere la stessa importanza di quello dove sei cresciuto. Ogni volta che devo spostarmi per lavoro o studio sono molto contento, dentro di me ho una voglia incredibile di scoprire culture e modi di vivere. L’Italia è un paese unico.

Cous cous così, alle verdure

Attraversando i luoghi immagino sempre le vite che li vivono: le culture, le storie.

Mi fermerei a visitare ogni paesino e a parlare con i loro abitanti, praticamente un viaggio di 6 ore diventerebbe di un mese. Mi affascinano i paesini arroccati e fronte mare, mi intrufolerei nell’entroterra a piedi e li girerei tutti. Vorrei assaggiare i loro piatti, sapere cosa hanno mangiato negli ultimi 60 anni e influenzato le nostre tavole odierne. C’era la necessità di mettere nel piatto qualcosa a pranzo e a cena, fare la spesa al supermercato era un optional, bisognava lavorare tutto l’anno per fare provviste.

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Gnocchi al ragù di fegatini… a sentimento

Gnocchi al ragù di fegatini, le dosi ad occhio, a “sentimento”.

Quanto sono belli i ricordi legati al cibo, ti riportano indietro nel tempo, al solo pensiero viene l’acquolina e un filo di nostalgia.
Non esiste buona cucina che non parta dai sapori tradizionali che hai gustato negli anni in cui sei cresciuto. Sento dire molto spesso: ”come lo faceva mia mamma tu non lo sai fare “. Povere mogli che dopo tanti sforzi per accontentare i propri mariti devono anche sorbirsi la critica.

Fossi in voi non mi sforzerei più di tanto, non riuscirete mai ad accontentarli. Preparate i vostri piatti invece personalizzandoli. Se ne faranno una ragione creandosi nuovi ricordi. 

Il tocco personale non deve mancare mai, rende tuo quel piatto. Bisogna saper azzardare negli abbinamenti e nei contrasti.

Quando si dice “cambia la mano”, è vero.  Le nostre mamme e nonne non cucinavano o cucinano con dosi precise di una bilancia elettronica o di una ricetta presa dal web, ma dosavano e dosano ancora oggi ad occhio (bicchieri, pugni, ecc). 

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La mollica sbriciolata e gli ortaggi gratinati

La mollica sbriciolata  e gli ortaggi gratinati
Il profumo che inebria la casa quando cucino mi fa stare bene. Una casa senza buon cibo è come…come cosa? Ditemelo voi!!
A parte gli scherzi, preparo spesso gli ortaggi al forno. E’ un’alternativa al fritto, più leggeri e molto più gustosi perché arricchiti con erbette e spezie. D’inverno broccoli, cavolfiori e patate; d’estate patate e tutti gli ortaggi che ci offre la stagione. L’altro pomeriggio avevo della mollica di pane integrale da consumare. Mi avanza sempre perché del pane amo l’orlo soprattutto croccante, oppure lo preferisco quando supera i 4-5 giorni.

La mollica sbriciolata  e gli ortaggi gratinati

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Il vapore e la focaccia

Il vapore e la focaccia, cucina semplice e salutare.

Con la bella stagione sui banchi dei mercatini ortofrutticoli spuntano tanti ortaggi freschi.
In genere preferisco  quelli chiamati “brutti”, ossia quelli dei contadini che li coltivano e raccolgono senza concimi dannosi che servono per farli diventare enormi e belli. Sanno di genuino, sanno di qualcosa.

Il vapore e la focaccia

L’altro giorno mi sono riempito di ortaggi: carciofi, cipolle rosse, zucchine, melanzane, e tanto altro. Per me che siano crudi o cotti non fanno differenza, purché nel mio piatto ci siano loro quasi tutti i giorni. Per la nostra salute, inoltre, è importante variare i cibi e mangiare quelli poco raffinati. 

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Dolce di recupero alla pera

Dolce di recupero alla pera, dopo la ricotta e pere.

La scorsa settimana mi sono dedicato a preparare la versione della Torta Ricotta e Pere dello Chef partenopeo Franco Marino, che trovate pubblicata sul Blog. Nella diretta consigliò di non buttare via il succo delle pere avanzato dalla Torta. Appoggiando la sua filosofia che “in cucina non si butta via niente”, ho preso carta e penna e ne è uscito un dolce semplice per la colazione. Vivendo da solo ed essendo di parte, volevo essere sicuro della riuscita, quindi ho sottoposto il dolce al giudizio esterno di due persone, chiarendo che non avrei accettato un “MI PIACE Vì” tanto per accontentarmi, ma piuttosto un sincero: buttalo via! Per la sua consistenza e sapore, dovuto anche alla farina di riso, lo vedrei bene con una leggera bagna al liquore e una Ganache al cioccolato fondente.
A voi la ricetta, Vincenzo!

dolce di recupero alla pera, dopo la ricotta e pere
140/150 gr di Farina di Riso
4 Tuorli d’uovo
100 ml di Panna fresca
50 ml di succo di cottura delle Pere (avanzato dalla Torta Ricotta e Pere)
1 Pera grande
65 gr di Miele
1 cucchiaio di Zucchero di canna
1 cucchiaino colmo di Lievito per dolci
Buccia di Limone bio e un po’ di succo
Vaniglia mezza bacca
Cannella 
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