Scalilli calabresi: ricetta tradizionale al miele e anice
Gli scalilli calabresi, chiamati anche scaliddr, sono dolci tradizionali delle feste di Natale. Questa è la ricetta di mia mamma, una preparazione di famiglia che conserva tutto il sapore della tradizione calabrese. Sono fritti, poi passati nel miele e decorati con codette colorate; una parte può essere ricoperta anche con cioccolato fondente.
Nell’impasto viene aggiunto il liquore all’anice, che dona agli scalilli il loro profumo e un sapore caratteristico. La forma si ottiene lavorando l’impasto su un apposito pettine, oppure su una grattugia o un piccolo cestino, come si faceva tradizionalmente.

Gli scalilli sono un altro dolce tipico delle feste di Natale e, insieme agli altri dolci della tradizione calabrese, portano in tavola il sapore delle preparazioni di casa.
Ingredienti per gli scalilli calabresi
1 kg di farina
6 uova intere
4 tuorli
10 coppette di olio, misurate utilizzando il guscio dell’uovo
1 pugno di zucchero
2 bustine di lievito Bertolini
1 bicchiere di anice
Per la copertura
miele q.b.
codette q.b.
cioccolato fondente q.b.
Come preparare gli scalilli calabresi
Preparate la farina a fontana sulla spianatoia e aggiungete tutti gli ingredienti. Lavorate fino a ottenere un impasto piuttosto morbido e omogeneo.

Come dare la forma agli scalilli
Per formare gli scalilli occorrono un pettine, un lungo bastoncino e un po’ di manualità. Se non avete il pettine tradizionale potete utilizzare una grattugia oppure un piccolo cestino che abbia una superficie adatta a imprimere la caratteristica forma.
Prendete un piccolo pezzo di impasto, allungatelo e attorcigliatelo intorno al bastoncino. Appoggiatelo quindi sul pettine, schiacciatelo leggermente e sfilatelo con delicatezza. Per vedere il movimento della lavorazione potete seguire anche il video della preparazione.

Frittura
Friggete gli scalilli in abbondante olio bollente, pochi alla volta, fino a quando saranno ben dorati. Potete utilizzare anche la friggitrice. Scolateli e lasciateli sgocciolare.

Scalilli al miele
Una volta terminata la frittura, versate il miele in una pentola capiente e scaldatelo a fiamma bassa. Passate gli scalilli nel miele, pochi per volta, in modo da ricoprirli bene.

Sistemate gli scalilli su un vassoio e completate con le codette colorate. Per approfondire questa variante potete vedere anche la ricetta degli scalilli o scaliddr con glassa all’anice.
Scalilli al cioccolato
Per la versione al cioccolato, spezzettate il cioccolato fondente e scioglietelo a bagnomaria oppure nel microonde. Passate uno scalillo alla volta nel cioccolato fuso, facendo aderire bene la copertura. Disponete i dolci su carta forno e lasciateli asciugare completamente, poi sistemateli nei pirottini oppure direttamente su un vassoio.

Consigli per preparare gli scalilli calabresi
- L’impasto deve rimanere piuttosto morbido, ma abbastanza consistente da poter essere lavorato sul pettine.
- Friggete pochi scalilli alla volta, così la temperatura dell’olio non si abbassa troppo.
- Scaldate il miele a fiamma bassa: deve diventare fluido senza cuocere eccessivamente.
- Per la copertura al cioccolato, lasciate asciugare completamente i dolci prima di servirli.
Varianti
La versione tradizionale di questa ricetta prevede la copertura al miele e le codette colorate. Una parte degli scalilli può essere invece ricoperta con cioccolato fondente, come indicato nella ricetta. Il profumo dell’anice nell’impasto rimane l’elemento caratteristico di questa preparazione.
Come conservare gli scalilli
Gli scalilli si conservano bene per tutta la durata delle feste. Sistemateli in un contenitore ben chiuso, in un luogo fresco e asciutto, separando eventualmente quelli al miele da quelli ricoperti di cioccolato.
Curiosità
Gli scalilli, conosciuti anche come scaliddr, fanno parte della tradizione dei dolci calabresi preparati durante il periodo natalizio. La lavorazione sul pettine è uno degli elementi che rende riconoscibile questa preparazione e conserva un metodo tramandato nelle famiglie.
Altri dolci calabresi di Natale
Gli scalilli fanno parte della ricca tradizione dei dolci calabresi preparati durante le feste. Se amate queste ricette tradizionali, potete provare anche i Turdiddr, i Cannaricoli e la Giurgiulena, tre dolci che raccontano, insieme agli scalilli, i sapori del Natale calabrese.
Domande frequenti sugli scalilli calabresi
Perché si mette il liquore all’anice nell’impasto?
Il liquore all’anice dona agli scalilli il loro caratteristico profumo e un aroma particolare.
Posso usare una grattugia al posto del pettine?
Sì. Se non avete il pettine tradizionale, nella ricetta originale viene indicata anche la possibilità di utilizzare una grattugia oppure un cestino.
Gli scalilli si possono ricoprire con il cioccolato?
Sì. In questa ricetta è prevista anche la versione con cioccolato fondente, da sciogliere e utilizzare per ricoprire gli scalilli dopo la frittura.
Quanto tempo si conservano?
Si mantengono bene durante tutte le feste, se conservati in un contenitore ben chiuso e in un luogo fresco e asciutto.
Il sapore delle feste calabresi
Gli scalilli calabresi sono una ricetta di famiglia che profuma di Natale, di miele e di anice. Prepararli significa portare in tavola un dolce della tradizione, semplice negli ingredienti ma caratteristico nella forma e nel modo di essere servito.
Se amate i dolci calabresi delle feste, potete provare anche i Turdidd cu u pittin, un’altra preparazione tradizionale legata alla lavorazione sul pettine.
Buon Natale a tutti!




sei una fonte inesauribile ma marchesi a te che te fa…la spesa?
che belli, e che buoni!!! li fa anche la mia nonnina, solo che non gli da una forma così carina, fa delle palline e basta! 😀 ciao!
Allora devi insegnare alla tua nonna a fare gli scalilli con il pettine…
Grazie Marco, quanto sei gentile!!
Da noi questi sono i Turdilli e quelli in basso i cannaricoli pensa un poco a due passi e ci sono pure differenze nei nomi!
Oh, che delizia!! Non li ho mai provati, devono essere buonissimi!
Lo sai perchè c’è questa differenza? perchè mia madre è di Cosenza ed io faccio questi dolci di Natale proprio all’uso cosentino ed effettivamente i nomi rispetto al mio Paese è differente….quelli che loro chiamano turdilli sono gli scalilli e così via.
Se hai del tempo prova questa ricetta di scalilli…sono buonissimi, più l’impasto è morbido e più vengono soffici…e poi l’anice gli da un bel saporino.
Francesca, devo imparare a fare questi dolci..allora ricorda le immagini….prima che venga Natale…Ah…Ah…Ah…Ciaooo
ciao devo dire che i dolci tipici calabresi sono la fine del mondo…. avvolte mi capita di fare le scalille lontano dalle festività natalizie e visto che il tempo è poco le faccio a palline e poi le ricopro con una glassa di zucchero.. sono buonissime e di bell aspetto… ciao a tutti un bacio da anna
Anna: prova anche la mia ricetta…ti assicuro che sono delisiose….rimangono morbide per giorni e tutto quel miele
mi piace le tue rechete per turdilli, scolilli e giuguilena, la mia mamma lo fatto queste per Natale…per la tua rechete per scolilli quando sono 10 coppette di olio….sono tasse di caffe….quando ounces sono totalle. Anche dove posso comprare quello cosa che presso i scolilli nel legno. I am so happy to see your recipes for scolilli and giuguilena, my mother used to make these for Christmas. For the scolilli how much oil is 10 coppette in ounces, is it equivalent to a demitasse cup…also after you form the scolilli and press them on the wooden board…where can I buy this board. I hope you can understand my Italian and English. Thank you so much, you have brought back memories of my childhood.
Rosalie:per le coppette di olio devi usare metà guscio di uovo.
Per il pettine di legno on saprei dove fartelo comprare….pensa il mio apparteneva a mia nonna.
Sono contenta di averti riportato indietro nel tempo….se hai bisogno di altre delucidazioni, chiedi pure!
Intanto, Ti auguro Buon Natale.
grazie per la vostra risposta rapida al mio email. La mia madre usata per farle lo scalilli con il suo pettine ma è morto 6 anni. fa ed io non so che cosa è accaduto esso. Ero in modo da sorpreso vederlo esso sul vostro Web site ed ha riportato molte memorie del mio mother’ s che faceva dolci di Natale. Dove venite nell’Italia. La mia madre nasceva in Calabria in una cittadina denominata Frascineto che è una città albanese (di Arbereshe). I miei amici italiani non riconoscono lo scalilli o il giugiulena in modo da ho pensato sempre che fosse un dolci albanese.
Rosalie: sono contenta di quanto mi scrivi….senti conosco benissimo Frascineto si trova a pochi chilometri dal mio Paese!!!
Francesca l’ennesimo ringraziamento per le bellissime figure che mi fai fare. Dopo la torta di rose con la nutella, le polpettine di tonno, la torta morbida col caffè e cacao, ho provato gli scalilli, con forme un pò strane devo dire perchè non ho questo pettine. Ma sono venuti carini comunque e soprattutto buonissimi! Grazie di nuovo e tanti carissimi auguri!
Tiziana, grazie a te per la fiducia…continua a sperimentare.
Wow…I searched for this recipe and the recipe of Turdilli for years. I never knew the name. They were just referred to as fried cookies and the Turdilli were referred as only wine cookies. So I thank you for the recipe.
I only wish you could make a video. I don’t quite understand what the wooden board is for and what it actually does to the cookie.
Also about how many ounces of Anise. I can’t figure out if it’s a shot glass or a water glass.
Last question, do you let the dough rise?
I’m confused about Italian yeast…I think perhaps it might be used like Baking Powder. But you’ll let me know.
I love reading your blog everything looks so delicious…Some things are lost in translation, but I try my best to figure it out.
Thank you again.
Virginia
Ciao Virginia, per quanto riguarda il video mi dispiace ma per il momento non penso di rifare gli scalilli….ti rimando al prossimo Natale.
Per quanto riguarda l’anice devi misurarlo in un bicchiere (da acqua).
Per l’impasto non occorre la lievitazione, devi usare il lievito istantaneo.
Grazie per i complimenti e sono felice che mi segui con assiduità.
Se hai bisogno di altr chiarimenti chiedi pure senza problemi.
Ti auguri un buon anno e ti mando un grande abbraccio, Francesca.