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Bevande alla cola

noce di cola Fanno parte del gruppo delle bibite gassate e contengono, oltre che allo zucchero, acqua e altri ingredienti aromatici, anche una buona parte di caffeina. Questa sostanza eccitante, che si trova anche nei chicci di caffè, è ricavata dai semi della noce di cola, una pianta originaria dell’Africa Occidentale. E’ probabile che siano stati proprio gli indigeni di quelle zone i primi a preparare bevande alla cola, bevande che preparano tuttora mescolando noce di cola grattugiata con acqua calda.
Un droghiere americano, certo Perperton, rielaborando una ricetta di questo tipo a base di noce di cola e di foglie di coca, produsse nel 1886 una bibita dissetante di colore scuro, che conquisto il tutto il mondo col nome di Coca-cola.

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Cuvée

Con questo nome si intende una determinata mescolanza di diversi vini che permette al produttore di spumanti di ottenere un prodotto di qualità costante, indipendentemente dall’annata. Questa parola ha, però, anche un altro significato:cuvée si chiama anche il mosto che fluisce dopo la prima spremitura delle uve. Da questo si ottiene il migliore vino che sarà poi impiegato per la preparazione dello spumante.

Età del vino

vino.jpg La diffusa credenza che i vini vecchi debbano essere per forza vini buoni, è, secondo gli esperti, discutibile.
Infatti un vino invecchiato può essere eccellente, ma non necessariamente tale. I vini di qualità media, ad esempio, non migliorano eccessivamente neppure con un lungo invecchiamento, mentre i vini di “buona” qualità possono essere ottimi già da uno-due anni. I pregi di un vino in rapporto all’età, sono legati sia all’annata, sia alla dislocazione del vigneto. Un’annata può essere buona per un vigneto e non esserlo per un altro anche se la distanza tra le due zone è relativa. Per i buoni Borgogna e Bordeaux vale la regola che devono maturare da tre a cinque anni. Tutti i rosè, la maggior parte dei nostri vini e di quelli spagnoli devono invecchiare al massimo cinque anni, fatta eccezione per il Barolo e pochi altri.

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Bouchée o vol-au-vent

vol-au-vent.jpg Bouchée o vol-au-vent sono i notissimi canestrini di pasta sfoglia che, con vari ripieni, possono servire da antipasto o piatto di mezzo e trovano largo impiego nei menù classici. Le “Bouchées à la reine”, per esempio, sono ripiene di ragù di pollo, cuori di carciofo, animelle di agnello o di vitello, funghi, tartufii ecc.

Come si preparano: naturalmente con la pasta sfoglia, stendete la pasta (sempre appena tolta dal frigorifero) allo spessore di mezzo centrimetro. Ricavate da essa dei tondini da 6 cm di diametro. Usate un terzo di questi come base delle bouchées; dagli altri due terzi ricavate gli anelli e le coperture: gli anelli devono avere un bordo di 2 cm e i coperchi un diametro di 4 cm. I dischetti interi vanno disposti sulla leccarda inumidita con acqua fredda; bagnate poi anche il bordo dei tondini di pasta sfoglia con acqua e mettetevi sopra gli anelli. Disponete sulla leccarda anche i coperchi spennellati d’uovo. Mettete in forno caldo, sul ripiano di mezzo. Tempo di cottura 20 minuti. I coperchi vanno tolti dopo 10 minuti, tutto il resto va fatto raffreddare nel forno spento e aperto. Infine riempite i vol-au-vent con il ripieno prescelto, sistematevi sopra i coperchietti e disponeteli in un piatto da portata.

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Curcuma

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Dalle radici della pianta della curcuma si ottengono due diverse sotanze: una polvere colorante e aromatizzante di color giallo intenso o arancio e una fecola, di puri idrati di carbonio, che trova impiego in cucina per legare creme o preparazioni a base di latte, o anche miscelata con la normale farina. La polvere gialla, invece, detta zenzero giallo o zafferano indiano, ha un profumo simile allo zenzero, ma più aspro e leggermente amaro: si usa come aromatizzante e colorante per preparazioni piaccanti a base di uova e per marinate.. E’ inoltre uno degli ingredienti del curry e della mostarda di senape, I monaci dell’Asia usano invece la polvere di curcuma per tingere le loro tuniche, che sono appunto color giallo zafferano carico.

 

 

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