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Appunti sul riso e risotti

DSC09540.JPGIl termine “risotto” ha origine nei dialetti delle zone risicole italiane, quelle che si snodano lungo il Po, dal Piemonte al Veneto, passando per la Lombardia e l’Emilia, e indica una preparazione di riso cremoso, più o meno denso ma mai brodoso, in cui i chicchi rimangono singolarmente avvertibili sotto i denti.
Le varietà di riso più indicate per la loro preparazione sono soprattutto quelle che cedono lentamente amido durante la cottura, permettendo di ottenere l’insieme cremoso che lega i chicchi di riso.
Questa caratteristica è propria dei risi appartenenti ai gruppi fini e superfini e di una particolare qualità di riso semifino, il Vialone nano, la cui versatilità fa sì che sia utilizzato, olter che per risi bolliti, supplì e timballi, anche per la preparazione dei risotti.

Risi fini: tra i risi appartenenti a questo gruppo sono indicati in genere per i risotti il Padano, il Ribe e il Roma. i risi fini richiedono un tempo di cottura che varia dai 14 ai 16 minuti.

Risi superfini:l’Arborio ha chicchi molto grandi con un nucleo ricco di amidoche rimane perfettamente al dente, mentre la superficie rilascia la giusta quantità di amido che consente di mantecare risotti ricchi di sugo e condimento. La sua cottura richiede grande precisione perchè il passaggio da crudo a troppo cotto in questa varietà di riso è particolarmente rapido. Il “Carnaroli” per le sue caratteristiche culinarie è una delle qualità più utilizzate dalla grande gastronomia, tanto da essere considerato il “Re” dei risotti. Ha chicchi molto ricchi di amilosio, dotati di una grande tenuta di cottura e con eccellenti capacità di assorbimento e risulta ideale per quei risotti che richiedano la presenza di chicchi ben sgranati.

Vialone nano :Questa qualità di riso semifino, pur essendo utilizzato per supplì. timballi e riso bollito, risulta ottimo anche nei risotti. Questo riso, caratterizzato da grana di lunghezza media e tonda, è molto usato in particolare nel Veneto, oltre a essere utilizzato nella preprarazione del famoso “riso alla pilota”.

Fecola

La fecola è una polvere bianca che si ricava dal frumento, dal mais e dal riso. Oltre a questi tipi più comuni, si trovano in commercio anche la fecola di patate e alcune fecole estratte da cereali tropicali e da radici come il sago e l’arrow-root. Tutte queste varietà hanno in comune un elemento: a differenza della farina, la fecola viene bagnata prima di essere macinata e, solo dopo questa operazione, viene essiccata. Con questo procedimento, il grasso, l’albume e i minerali rimangono nel cereale, ed è per questo che la fecola è così bianca e priva di qualsiasi sapore e odore.

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Riso con polpettine al forno

Questo primo è un piatto unico   poichè bello sostanzioso, però vi assicuro che è una vera bontà.
Da noi, in Calabria, quando si prepara la pasta al forno non usiamo farla con il macinato ma con le polpettine piccole fritte.
Per le polpettine
600 gr. di macinato,
pane raffermo sbriciolato,
150 gr parmigiano,
pepe nero
3 uova intere,
1,5 mestoli di sugo1 kg di riso
150 gr di parmigiano
sugo a volontà ( io ne avevo preprarato 4 barattoli)
pepe nero
3 uova sode,
mozzarelleLe polpettine si preparano nel modo classico, amalgamando tutti gli ingredienti, poi si formano le polpettine

ed infine si friggono in abbondante olio ben caldo;
E’ preferibile non far rosolare molto le polpettine così poi nel ripieno resteranno belle morbide

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Poi si lessa il riso in acqua salata, avendo cura di lasciarlo molto al dente.
Si condisce con molto sugo, parmigiano e pepe nero

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Poi si prende una teglia capiente, si copre con qualche mestolo di sugo, parmigiano e pepe nero-
Si versa nella teglia metà riso e sopra si tagliano le mozzarelle,le uova sode, polpettine, pepe nero, sugo, parmigiano

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si copre con l’altra metà riso e si completa con altro sugo, parmigiano e pepe nero

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In forno per 3o/35 minuti o comunque fino a quando si forma la famosa crosticina

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