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Amanita caesarea – ovulo

amanita caesarea - ovulo
foto presa dal web
Etimologia:caesarea da Caesar “dell’imperatore”, per la prelibatezza del suo gusto.
Cresce in estate-autunno sotto le latifoglie, soprattutto sotto castagni e querce, su qualsiasi tipo di terreno.
Il cappello, negli esemplari maturi, può raggiungere i 20 cm di diametro; normalmente è di colore rosso arancio, pù o meno intenso.
Gambo attenuato verso l’alto, pieno negli esemplari giovani, poi farcito di una sostanza cotonosa, che lo rende simile ad un rametto di sambuco, com ampio anello membranoso, a volte striato, con colore al gambo giallo oro, racchiuso in un’ampia volva bianca.
La carne è bianca, priva di odore e di sapore distinto, ma negli esemplari in via di decomposizione assume un tipico odore di acido solfridico, simile a quelloo delle uova marce.

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Appunti sul riso e risotti

DSC09540.JPGIl termine “risotto” ha origine nei dialetti delle zone risicole italiane, quelle che si snodano lungo il Po, dal Piemonte al Veneto, passando per la Lombardia e l’Emilia, e indica una preparazione di riso cremoso, più o meno denso ma mai brodoso, in cui i chicchi rimangono singolarmente avvertibili sotto i denti.
Le varietà di riso più indicate per la loro preparazione sono soprattutto quelle che cedono lentamente amido durante la cottura, permettendo di ottenere l’insieme cremoso che lega i chicchi di riso.
Questa caratteristica è propria dei risi appartenenti ai gruppi fini e superfini e di una particolare qualità di riso semifino, il Vialone nano, la cui versatilità fa sì che sia utilizzato, olter che per risi bolliti, supplì e timballi, anche per la preparazione dei risotti.

Risi fini: tra i risi appartenenti a questo gruppo sono indicati in genere per i risotti il Padano, il Ribe e il Roma. i risi fini richiedono un tempo di cottura che varia dai 14 ai 16 minuti.

Risi superfini:l’Arborio ha chicchi molto grandi con un nucleo ricco di amidoche rimane perfettamente al dente, mentre la superficie rilascia la giusta quantità di amido che consente di mantecare risotti ricchi di sugo e condimento. La sua cottura richiede grande precisione perchè il passaggio da crudo a troppo cotto in questa varietà di riso è particolarmente rapido. Il “Carnaroli” per le sue caratteristiche culinarie è una delle qualità più utilizzate dalla grande gastronomia, tanto da essere considerato il “Re” dei risotti. Ha chicchi molto ricchi di amilosio, dotati di una grande tenuta di cottura e con eccellenti capacità di assorbimento e risulta ideale per quei risotti che richiedano la presenza di chicchi ben sgranati.

Vialone nano :Questa qualità di riso semifino, pur essendo utilizzato per supplì. timballi e riso bollito, risulta ottimo anche nei risotti. Questo riso, caratterizzato da grana di lunghezza media e tonda, è molto usato in particolare nel Veneto, oltre a essere utilizzato nella preprarazione del famoso “riso alla pilota”.

Arrak

Questa forte acquavite, col suo quasi 60% di alcool, è anche chiamata “rum dell’Asia”.
L’Arrak o Raki, che noi usiamo come aroma per dolci o come base per i grog, viene in parte distillato dalla melassa di canna da zucchero, come d’altronte il rum. Gli americani lo considerano un tipo di rum, dati il suo colore giallo pallido e il suo forte profumo molto simile a quello dell’acquavite di canna da zucchero. Per l’Arrak si adopera anche ìn più anche il riso e il procedimento è molto complicato.
I Paesi scandinavi sono i più grandi consumatori di Arrak che usano per i noti punches svedesi.

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