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Acquavite di albicocche e Barack Palinka

albicocche.jpgL’albicocca è uno dei frutti che meglio si presta ad essere distillato e trasformato in acquavite. Il mosto, preparato secondo antichi procedimenti, con la polpa e con una certa quantità di noccioli triturati, si trasforma in una bevanda dall’aroma particolare e squisito, che si può annoverare fra le più pregiate.

Nella preparazione di una buona acquavite di albicocche si preferisce accoppiare il mosto ai frutti interi fermentati con gli estratti alcoolici della polpa fresca, perché durante la fermentazione e la distillazione il delicato profumo dell’albicocca non si disperda.

Le migliori acquaviti provengono dalla Foresta Nera, dal Canton Ticino e dall’Alto Adige.  La più famosa sembra tuttavia essere l’infuocata “Barack Palinka” ungherese.

Quando il Duca di Windsor, allora principe ereditario, assaggiò durante un viaggio in Ungheria il “Barack” ne fu così entusiasta che decise di sotituirlo al suo solito rum.

Il colore del Barack Palinka (Palinka significa grappa, acquavite) è di un giallo dorato, dovuto al lungo invecchiamento in fusti di quercia. Si beve fresco.

Foto presa dal web

Acquavite o distillato

distillato.jpgIntorno all’800 d.C. gli arabi già conoscevano un procedimento per ricavare un distillato dal vino di datteri: distillato che non serviva come bevanda ma per preparare profumi.

In Europa, la formula per la produzione di un’acquavite bevibile si conobbe ben 350 anni più tardi. E, non appena si scoprì che dal vino, attraverso il riscaldamento e successivo raffreddamento, si poteva distillare alcool, subito monaci, farmacisti e alchimisti si misero a preparare acquaviti e liquori prima da ogni tipo di vino, poi da cereali, da radici, frutti e erbe, e poi con la scoperta del nuovo Mondo, perfino dalle patate. In un primo momento i distillati alcoolici erano usati come medicine e solo nel XV si diffusero e e divennero di uso comune. Con la definizione di “acquavite”, si intende il prodotto  della distillazione diretta di vini, frutta, cereali ecc, resi bevibili con l’aggiunta di acqua. Sono acquaviti, sebbene non portino questo nome, anche altri distillati come il rum, il whisky, la wodka ecc.

Le acqueviti si distinguono una dall’altra per la materia prima usata nel processo di distillazione e per il metodo di fabbricazione.

Così vi sono i distillati di vino (cognac, armagnac, brandy), i distillati di cereali (whisky), i distillati di frutta e altri, prodotti con sostanze diverse, come la grappa (dalle vinacce), gli amari (da erbe e radici).

Foto presa dal web

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